Caro Carabiniere

di L. Piano

Te lo dico subito, in modo chiaro, netto, inequivocabile, anche se so che il rimorso di sta uccidendo l’anima, che vorresti smettere di respirare, che vorresti poter cancellare un ritaglio di quella notte: hai fatto una cosa terribile, tra le peggiori che possano essere compiute da un uomo. Non perché hai violato la legge, non perché hai tradito la divisa, ma perché hai tradito un principio, una legge di civiltà: quella del rispetto verso i sentimenti, verso l’amore, verso i più deboli.

Si, lo so, cosa pensi: che il mondo é cambiato, che alcune cose si raccontano ma non rappresentano la realtà, che certe situazioni non si possono controllare. Mi spiace, ma non credo sia vero. Non credo si possa circoscrivere la rappresentazione della civile e libera convivenza all’episodio di due ragazze che, nella loro libertà, volevano solo e unicamente divertirsi, ballare, scherzare, bere. Quante volte lo abbiamo fatto, noi maschietti? Personalmente, non le posso contare. Per di più, loro, straniere, trasudavano la felicità di passare qualche mese in una città bellissima come Firenze, la città che ha il piacere di custodire opere artistiche tra le più grandiose dell’intera civiltà umana, la città il cui fiume ricorda i volti di gente come Michelangelo, Giotto, Botticelli o Bernini, così, per citare solo qualcuno. Cominci a seguirmi? Erano ragazze normali, figlie di questa epoca, che chiedevano un po’ di spensieratezza. Un po’ di spensieratezza e un taxi.

Un taxi, non un passaggio con l’auto di servizio. Un mezzo di locomozione per tornare a dormire con il ricordo di una bella serata. Ma hanno accettato quel passaggio, e lo hanno accettato non perché ritenessero te e il tuo collega due fusti imperdibili, ma perché ritenevano di essere protette, nutrivano il rispetto che si deve per il servizio, il coraggio, il ruolo di un carabiniere, un difensore della convivenza sociale. E, per di più, erano ubriache. Loro ubriache e tu, e voi, in servizio, al servizio non dell’arma, non della divisa, ma del cittadino, della società. E se proprio avessero manifestato (con incapacità d’intendere, beninteso) qualcosa di più, con un semplice bacio sulla guancia e il numero di telefono forse avresti raggiunto qualcosa di sentimentalmente più elevato e decisamente più appagante, attendendo, forse, qualche giorno.

Ma capisco, sai, che in fondo sei figlio anche tu di questa società contemporanea, dove una parte ancora non coglie un concetto importante: che non può esistere il sesso senza consenso e che, tralasciando certe prestazioni contrattualistiche, tutti i rapporti hanno alla base i sentimenti: non sempre l’amore, che é il concetto più alto, ma anche la passione, la compagnia, il gusto della libera, consensuale e calcolata trasgressione. Una parte della società che, non riuscendo a tenere a bada i più grotteschi istinti e le proprie repressioni psicologiche, ritiene che spesso la colpa sia della manifestazione provocatoria assunta dalle vittime.

Ora, hai sbagliato, e dovrai pagare, come qualunque uomo, ancor prima che cittadino. Dovrai ripensare alla tua vita, rifondarla su altre basi, cercare, progressivamente, di ricostruire un futuro. Perché tutti possono sbagliare, nessuno escluso, e anche tu hai diritto ad una nuova vita dopo aver pagato il debito verso la società. La cosa più difficile, credo, sarà ricostruire la dignità della tua coscienza, ti auguro di riuscirci, sarà la missione più importante della tua vita.

Annunci

Squadra in serie A, città in serie B

Di Luca Piano

Giusto il tempo di riprenderci dall’inebriante festa della matematica promozione in Seria A firmata Giulini e Rastelli che, dopo un periodo di soggiorno nella natia città del presidente (Milano), appena sbarcato ad Elmas sono stato inevitabilmente avvolto da sentimenti di rabbia e di speranza.

Asse mediano perennemente trasformato in un inferno da tangenziale (con l’1% dei veicoli), cantieri diffusi a perdita d’occhio, stadio fatiscente, periferie abbandonate, lavori conclusi in fretta con risultati pacchiani (corso Vittorio Emmanuele, sembra una pista aeroportuale). Ed ancora, Anfiteatro Romano chiuso, Ospedale marino dimenticato e poi tanta, tanta, tanta disoccupazione e povertà. Ma davvero Cagliari merita questo? Davvero ci siamo condannati a vivere in una città da serie B? Davvero la maggior parte dei cagliaritani si accontenta di questa, impalpabile, amministrazione?

Una città moderna pretende lavoro, sviluppo, innovazione, progetti. Non piazze, né aiuole, ma centri di innovazione, incubatoi di imprese e di sviluppo, turismo, tecnologie, economia sostenibile. Pretende trasporti, aerei, treni, infrastrutture, non solo passeggiate, spiagge e mare. Queste ce le ha regalate il destino, il delitto è non sapere che farne, o credere egoisticamente che sia esclusiva prerogativa dei cittadini che riescono a goderne la bellezza senza il dramma di non sapere come mangiare.

Il 5 giugno rappresenta il bivio di questa città: dovremo scegliere se destinarci ad una perenne serie B o credere a chi, con coraggio e dedizione promette una promozione dura e difficile, faticosa ed incerta, ma gloriosa ed entusiasmante. Che propone idee e squadra, non deride e insulta gli avversari perché presunti disonesti. Che ama la città e i suoi cittadini, e vuole festeggiare una squadra da serie A in un città da serie A.

Se credete in tutto questo, votate Piergiorgio Massidda, diversamente rassegniamoci al purgatorio di un altro quinquennio.

LE RAGIONI DEL VOTO E LE TRIVELLE

Di Luca Piano

MI INSEGNAVA la mia indimenticabile maestra nella scuola elementare (allora si svolgevano alcune lezioni di educazione civica), che il diritto al voto rappresentava il più importante esercizio civico del cittadino e rappresentava una conquista di civiltà e di democrazia, soprattutto allorquando sancito il suffragio universale. E poiché rappresentava  il più alto esercizio della sovranità popolare che legittimava l’esistenza di Stato (democratico-occidentale e contemporaneo) recarsi alle urne doveva essere considerato un DOVERE IRRINUNCIABILE, non discutibile né plasmabile da motivi elettorali, salvo serie e importanti cause di forza maggiore. Continua a leggere

MASSIDDA, VARGIU E UNA CITTÀ DA RIVOLUZIONARE

Di Luca Piano

Considerando i pilastri fondanti le campagne elettorali della coalizione civica di Piergiorgio Massidda e di CA_MBIA, capeggiata da Pierpaolo Vargiu, vale a dire la necessità di offrire lavoro e opportunità ai cittadini di Cagliari, la decisione di unire le forze giunta dopo settimane di notizie di probabili alleanze e conseguenti allontanamenti, risulta essere la normale sintesi di progetti seri e solidi. Continua a leggere

POLITICA DELLA SERA DEL 04/04/2016

Di Luca Piano

Mentre il fisco italiano comincia a verificare con doverosa minuzia i nostri (magri) conti correnti, dal vaso di Pandora panamense escono nomi di personaggi eccellenti, rei di aver depositato, quasi inavvertitamente, i risparmi di una vita nel piccolo paradiso fiscale. Lo Stato italiano, distrattamente, non sembra tuttora aver chiesto informazioni circa connazionali distratti, considerando la maggiore evasione fiscale determinata dal panettiere sotto casa. Continua a leggere

POLITICA DELLA SERA DEL 03/04/2016

Di Luca Piano

Il più sincero abbraccio di solidarietà oggi non può che essere riservato agli amministratori vittime di vili ed ignobili attentati. Sono in trincea e spesso disarmati. Lo Stato che fa? Si costerna, s’indigna, s’impegna poi getta la spugna con gran dignità…( F. De Andrè – Don Raffaè). Non è più accettabile. Continua a leggere